Cefalea

agosto 12, 2017

La cefalea è una tra le più frequenti patologie del sistema nervoso. I tipi più frequenti sono la cefalea di tipo tensivo, l’emicrania, la cefalea a grappolo e le cefalee croniche.

La cefalea tensiva è un tipo di mal di testa piuttosto diffuso caratterizzato da dolore persistente, non pulsante, di intensità lieve o media, che interessa di solito la nuca (regione occipitale). La durata delle crisi è molto variabile. Nelle forme frequenti e infrequenti (dette anche forme “episodiche”), le crisi durano di solito da 30 minuti a 7 giorni, mentre nelle forme croniche il dolore può durare ore, giorni, settimane, mesi o anni ed essere continuo.

In genere la cefalea tensiva è associata a forti stress emotivi, all’ansia, alla depressione o ad altri disturbi psichici. La terapia preventiva si basa sull’uso di antidepressivi (in pazienti selezionati). Soprattutto nel caso della cefalea tensiva cronica, refrattaria all’intervento farmacologico, possono essere di aiuto: osteopatia, fisioterapia,massoterapia, tecarterapia, ginnastica posturale,ozonoterapia, tecniche di rilassamento, psicoterapia.

La cefalea a grappolo, invece, è un tipo di cefalea caratterizzata da un dolore orbitale intenso, monolaterale, della durata compresa tra 15 e 180 minuti circa senza trattamento. Gli attacchi si manifestano in periodi attivi, denominati “grappoli”, della durata di settimane o mesi e sono intervallati da fasi di remissione della durata di mesi o anni.

La cefalea a grappolo è una cefalea primaria (non causata quindi da un’altra patologia) che colpisce soprattutto i maschi anche se, negli ultimi anni, la frequenza nelle donne sembra essere aumentata di pari passo con l’acquisizione di attività lavorative e stili di vita in passato tipici solo degli uomini.

Gli attacchi che caratterizzano la cefalea a grappolo sono particolarmente dolorosi, di intensità severa, della durata variabile tra 15 e 180 minuti, a sede orbitaria, sovra-orbitaria e/o temporale, strettamente unilaterali. Solitamente questo tipo di cefalea si accompagna ad almeno uno dei seguenti sintomi o segni omolaterali al dolore: iniezione congiuntivale e/o lacrimazione; congestione nasale e/o rinorrea; edema palpebrale; sudorazione facciale e frontale; arrossamento facciale e frontale; sensazione di orecchio pieno; miosi e/o ptosi.

L’emicrania, infine, è tra le malattie più diffuse nel mondo. E’ un disturbo a carattere frequentemente familiare di cui soffre in media il 12% della popolazione mondiale con punte che sfiorano il 25% nelle donne in età fertile. E’ probabilmente la malattia più frequente nell’età produttiva, con pesanti ripercussioni economiche. L’emicrania compare sotto forma di attacchi periodici separati da intervalli di benessere. L’attacco emicranico si manifesta con dolore di intensità moderata o severa, generalmente pulsante ed unilaterale, peggiora con la normale attività fisica ed è associato a nausea/vomito e/o fotofobia e fonofobia. La durata dell’attacco varia da 4 ore fino a 3  giorni.

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